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CENNI STORICI

Nata nel 1992 come organizzazione di categoria per volere dei presidenti dei consorzi fino ad allora costituiti, Italgrob ha mosso i suoi primi passi in un periodo particolarmente difficile per il settore della distribuzione di bevande.
Proprio allora infatti una serie di cambiamenti iniziati da tempo, ma maturati negli anni Ottanta - la crescita della GDO, servita direttamente dall’industria, lo sviluppo dei supermercati a scapito dei negozi tradizionali, l’aumento degli obblighi e dei costi di gestione, la necessità di operare con personale qualificato – posero il grossista storico, che aveva ricoperto un ruolo determinante nel rilancio dell’economia del settore al termine del secondo conflitto mondiale, di fronte al bivio tra l’abbandono del business o la ristrutturazione della propria attività.
Una volta avviato questo processo di rinnovamento, tuttavia, i grossisti italiani si trovarono ad affrontare la sfida di nuovi competitor: i “distributori integrati”. Per la prima volta infatti le grandi multinazionali della birra entravano direttamente nel mercato della distribuzione attraverso la creazione o l’acquisizione di strutture proprie, gestite in piena autonomia.

Ecco allora la necessità di organismi in grado di tutelare gli interessi dei distributori indipendenti ancora sul mercato, aiutandoli a sviluppare le proprie competenze, per affrontare al meglio la sfida dei nuovi concorrenti. Nacquero così i primi consorzi, dapprima operanti come gruppi d’acquisto a supporto del business del grossista e poi, a partire dal 2000, come veri e propri gruppi di vendita dedicati alla crescita dei soci e alla fidelizzazione della clientela.
A livello ufficiale invece i consorzi stessi diedero vita ad Italgrob, un vero e proprio “sindacato” in grado di rappresentare la categoria e le sue istanze di fronte alle istituzioni e agli altri membri della filiera produttiva, contribuendo nel contempo alla crescita e allo sviluppo del settore.


LE PRINCIPALI ATTIVITA’ DELLA FEDERAZIONE IN 15 ANNI DI ATTIVITA’


Dopo un breve periodo a Milano, la Federazione ha oggi sede a Roma, dove intrattiene rapporti privilegiati con le principali istituzioni nazionali in rappresentanza di un canale distributivo e di una categoria merceologica tanto importante per l’economia italiana (il “fuori casa” rappresenta infatti il 36% dell’intero mercato nazionale del settore delle bevande).

In qualità di associazione di categoria, Italgrob opera senza deleghe di tipo commerciale o finanziario, prerogativa questa riservata ai singoli consorzi.
Oltre alla copertura sindacale, all’informativa generale e alla soluzione di questioni di carattere istituzionale, i suoi compiti principali sono infatti la “difesa della categoria”, ottenuta attraverso una costante attenzione alla salvaguardia e all’implementazione dell’immagine della distribuzione Horeca, e la “razionalizzazione del mercato”, perseguita invece mediante la definizione di strategie comuni e la sigla di accordi prioritari con le associazioni degli industriali, gli enti commerciali e le principali istituzioni nazionali.

 

- GLI IMPEGNI NORMATIVI:

Tra gli impegni più recenti a livello normativo ricordiamo, la consulenza di Italgrob alla stesura del DL n. 22/97 (Decreto Ronchi) per la salvaguardia dell’ambiente, per quanto concerne gli imballi dei liquidi alimentari; la sensibilizzazione delle forze politiche sul tema delle vendite sottocosto – i cosiddetti “prezzi civetta” – successivamente abolite grazie al DL n. 114/98, e alla stesura di un regolamento congiunto tra industria, grande distribuzione, grossisti e organizzazioni di consumatori; e, nel 2003, l’impegno affinché fosse resa obbligatoria l’esibizione della dicituraacqua potabile trattata” sulle caraffe di acqua di rete servite dai ristoratori.

Italgrob inoltre, fa parte degli enti regolarmente consultati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che da tempo tiene sotto stretta osservazione l’attività di alcune grandi multinazionali produttrici di bevande e i processi di acquisizione di grossisti da parte dell’industria.

 

- LA TRACCIABILITA’ DEI PRODOTTI:

Nel corso del 2004, in vista dell’entrata in vigore del Regolamento Europeo 178/2002 sulla “rintracciabilità dei prodotti” prevista il 2005, Italgrob ha istituito una apposita “Commissioneper laTracciabilitàformata da consulenti e rappresentanti dei consorzi e delle principali aziende distributrici membri della federazione, allo scopo di aiutare i consociati e le aziende produttrici ad affrontare e ad armonizzare i cambiamenti logistici richiesti dalla normativa comunitaria.

Un passo indispensabile per garantire l’effettivo funzionamento di tutto il sistema previsto a livello europeo e per evitare che i costi logistici si accumulino quasi interamente sugli anelli più a valle della filiera – il cosiddetto “ultimo miglio” rappresentato proprio dai grossisti – dove le industrie più piccole che, per le loro caratteristiche – pochi dipendenti e limitate risorse economiche - incontrano maggiori difficoltà ad adeguarsi alla normativa.

 

- L’IMPEGNO AL CALMIERAMENTO DEI PREZZI:

Nel settembre del 2004 Italgrob si è resa protagonista di un’importante iniziativa a favore dei consumatori italiani, aderendo spontaneamente alla proposta del Governo per il calmieramento dei prezzi fino al termine dell’anno e impegnandosi addirittura al blocco dei propri listini fino al 31 dicembre del 2005, purché i grandi produttori di beverage non imponessero a loro volta rincari all’origine.

Un problema, quello dei rincari, che purtroppo si ripete ogni anno al termine della stagione estiva. “E’ chiaro che in una situazione economica come quella attuale, aumentare ancora i prezzi, andrà a scapito delle famiglie e contribuirà solo a debilitare ulteriormente i consumi, senza favorire il rilancio del settore” ha spiegato Italgrobper questo motivo, la nostra Federazione si sta impegnando con tutti i suoi mezzi per contrastare i rincari imposti dai produttori e mantenere invariati i listini almeno fino alla fine di ogni anno”.

 

- RIPENSARE ALLA PROMOZIONI NEL CANALE HORECA PER RILANCIARE I CONSUMI FUORI CASA

Proprio per rilanciare i consumi fuori casa, Italgrob ha promosso nel novembre del 2004, una serie di incontri tra industria e distribuzione sul tema degli investimenti promozionali a favore del consumatore. I risultati di questi incontri sono stati presentati domenica 6 febbraio 2005 a Rimini, nel corso del convegno organizzato da Italgrob nell’ambito di Pianeta Birra.

Dalla ricerca presenta da Mauro Lamparelli e Paolo Bertozzi della TradeLab – società di consulenza milanese, che ha attivato, in collaborazione con Italgrob, un osservatorio dedicato al canale “away from home” – è emersa l’inefficacia degli attuali investimenti promozionali, che si concretizzano per lo più in merchandising destinato al punto vendita.

In una situazione come questa incrementare gli investimenti promozionali appare quanto mai necessario: indispensabile imparare a “spendere meglio”, per ridare attrattività al canale, modificando e stimolando nuovi comportamenti d’acquisto.

Il primo passo in tal senso è stata la proposta di ripensare l’organizzazione di un “Osservatorio nazionale sul canale bar”, già suggerito in passato da Italgrob.

 



LE ATTIVITA’ E LE SFIDE DELL’ULTIMO BIENNIO


Il 2006 è stato per la Federazione un anno di grandi cambiamenti, a cominciare dall’elezione di un nuovo Presidente: il trevigiano Giuseppe Cuzziol ha infatti sostituito, dopo ben due mandati il toscano Angelo Cortesi.

La tradizione è la novità, l’innovazione è la nostra tradizione – così il nuovo Presidente ha riassunto lo spirito del suo mandato –  e la mia attività sarà dedicata a incrementare l’unità della categoria proponendo adeguamenti professionali indispensabili che ci permettano di affermare nuovamente il nostro ruolo di protagonisti della filiera. Dobbiamo fare tesoro della nostra tradizione di imprenditori attivi, della nostra cultura maturata sul campo per rispondere compatti alle difficili sfide che il mercato ci sta ponendo di fronte”.

- L’UNITA’ DELLA CATEGORIA

E in effetti grandi passi in avanti sono stati compiuti sul tema dell’unità. Grazie ai recenti ingressi di CBF (Consorzio Bottiglierie Fiorentine), CODIT (Consorzio Distributori Italiani) e UDIAL (Unione Distributori Alimentari) Italgrob riunisce oggi tutti i 14 consorzi italiani del settore e numerosi distributori indipendenti, per un totale di quasi 1000 affiliati.

Inoltre, per la prima volta, Italgrob si è presentata a Pianeta Birra 2007 con un unico grande stand nel quale sono rappresentati tutti i suoi membri. La scelta di creare un unico, grande spazio destinato alla distribuzione, che si rinnoverà anche per le prossime edizioni della fiera, ha voluto sottolineare proprio la forte coesione di intenti e di progetti che la Federazione intende perseguire in un momento economico tanto delicato.

 

- DIALOGO E COLLABORAZIONE CON LA FILIERA PER IL RILANCIO DEL MERCATO

Oltre alla ritrovata compattezza della categoria, Italgrob si è impegnata notevolmente nel dialogo con gli altri membri della filiera produttiva, allo scopo di contribuire attivamente al rilancio del mercato dell’Horeca tradizionale.

Nonostante la stasi economica che da anni colpisce il Paese infatti, i consumi “fuori casa” di alimenti e bevande sono in costante ascesa, mentre risultano in flessione quelli domestici. Sembra quasi che nei Paesi occidentali economicamente più evoluti la differenza tra consumi in casa e fuori si vada sempre più appiattendo, un fenomeno che si è già verificato tempo fa negli Stati Uniti, dove oggi è stato raggiunto il pareggio.

E’ evidente quindi l’interesse di altri operatori, come la GDO o alcuni produttori, per il canale Horeca, che cercano di riservarsi un dominio in questo mercato in crescita.
Se da un lato, infatti, la Grande Distribuzione intensifica l’apertura di locali dedicati alla ristorazione all’interno delle proprie strutture e lancia continue promozioni delle bibite monodose per mettere in risalto la convenienza delle proprie offerte rispetto ai pubblici esercizi; dall’altro sembra quasi che alcuni produttori puntino ad una progressiva spersonalizzazione dei consumi “fuori casa”, attraverso la massima presenza delle monodosi nella GDO, il piazzamento negli esercizi di frigovetrine self service a prezzo imposto o raccomandato, il massimo incremento del vending nel mercato del lavoro e nelle comunità scolastiche, il piazzamento selvaggio di distributori automatici nelle aree dedicate ai trasporti.
Inoltre sono in studio nuovi progetti come il lancio di locali di nuova generazione dove il servizio di food & beverage è svolto solo dai distributori automatici (sono già in funzione locali test in diverse città tra cui Rimini) o il lancio di mode tra i giovani come l’“on the go”, ovvero acquistare al vending o al supermercato e concedersi il vezzo di “bere passeggiando”.

Tali atteggiamenti, suggeriti da alcune industrie per proprio tornaconto, possono calzare per paesi che non hanno grandi tradizioni in fatto di ristorazione, ma riuscirebbero deleteri per lo stile di vita italiano e per la nostra millenaria cultura del “ben nutrirsi”.

La Federazione ha quindi cercato il confronto con gli altri membri della filiera ed in particolare con la Fipe-Confcommercio, associazione di categoria degli esercenti, per:

  • rendere meno clamoroso il divario dei prezzi praticati dalla GDO rispetto agli altri operatori;
  • realizzare prodotti esclusivi per l’HORECA;
  • sostenere con apposite politiche commerciali l’attività dei pubblici esercizi anche in difesa della pluralità ed estrosità della ristorazione italiana;
  • fare cultura” sul settore delle bevande nell’Horeca, costruendo e rafforzando l’immagine della categoria e dell’intero canale, come attore storico e fondamentale dell’economia italiana.

  • - DIALOGO E COLLABORAZIONE A LIVELLO INTERNAZIONALE

    Nel corso del 2006 forte è stato anche l’impegno di Italgrob in ambito internazionale, come membro di CEGROBB, Communauté Européenne des Associations du Commerce de Gros en Bières et autres Boissons.

    Il confronto comunitario si è svolto su due materie fondamentali, come il Vuoto a Rendere (anche in vista di una futura normativa europea sull’argomento) e il mercato della Birra.

    In particolare, per quanto riguarda il ritorno ai contenitori a rendere, il loro utilizzo è stato già reintrodotto con successo in alcuni paesi europei, come Germania e Slovenia, con vantaggi sia per la categoria dei grossisti che per lo smaltimento dei rifiuti.

    Il secondo tema invece, quello della Birra, ha portato alla realizzazione di un’indagine internazionale per verificare l’esistenza in questo settore merceologico tanto importante di trust o cartelli di prezzo.

    L’ultimo vertice Cegrobb si è tenuto a Venezia nel maggio di quest’anno.

     

    - “FARE CULTURA” NEL SETTORE: IL CORSO HORECA DISTECH

    Mai come in questi anni, il settore del beverage sta affrontando grandi cambiamenti: la crisi dei consumi, una concorrenza sempre più agguerrita, la globalizzazione del mercato, lo sviluppo di nuove tecnologie e le difficoltà di un settore ancora estremamente frammentato in realtà approssimative e scarsamente strutturate, hanno determinato nella maggior parte degli operatori una sensazione di forte incertezza e la necessità di attuare al più presto una ristrutturazione strategico-organizzativa, affidandosi a professionisti altamente preparati, che conoscano a fondo il mercato e le sue nuove esigenze e in possesso di una formazione scientifico economica specifica.

    Anche nel 2007 dunque, per l’ottavo anno consecutivo, Italgrob si è fatta promotrice, di un’importante iniziativa di ricerca e formazione, unica nel nostro Paese. Mutuando dall’esperienza francese del Distech, un progetto di formazione per la crescita e la riqualificazione di imprese, introdotto per la dall’Université de Nancy 2 già nel 1984, Italgrob in collaborazione con alcune primarie aziende del panorama beverage italiano ha dato vita al Corso di specializzazione Horeca Distech per la formazione di “esperti in gestione di azienda nel settore beverage”.

    Un progetto ambizioso e innovativo rivolto a giovani laureati o professionisti con almeno 2 anni di esperienza nel settore, giunto con successo alla sua sesta edizione, che mira alla formazione di imprenditori, manager, quadri e tecnici ad altro profilo, intraprendenti, dinamici e fortemente specializzati, in grado di inserirsi immediatamente nelle funzioni trade, marketing e vendite delle maggiori aziende del beverage.

    L’offerta didattica dell’Horeca Distech, interamente finanziata dalle aziende sostenitrici, si avvale del supporto accademico dell’ICN di Nancye dellaFacoltà di Economia dell’Università di Parma – dove si tengono le lezioni cattedratiche - ed è di altissimo livello: 800 ore di lezione ripartite per aree tematiche intercalate da altrettante ore di stage e visite formative presso le principali aziende sostenitrici dell’iniziativa.

    Punto di forza del corso è lo stretto legame con il mondo delle imprese, in special modo del settore della distribuzione: la possibilità di confrontarsi direttamente con i maggiori manager del settore, che seguono i corsisiti in qualità di docenti, rappresenta un valore aggiunto notevole che consente ai ragazzi di apprendere direttamene il “linguaggio” del beverage. Non stupisce quindi che un'alta percentuale dei giovani che hanno partecipato al corso, abbia immediatamente trovato lavoro presso aziende del settore, con incarichi di responsabilità.

    Maggiori informazioni sono disponibili anche on-line sul sito ufficiale dell’Università degli studi di Parma www.unipr.it, nella sezione dedicata ai corsi di perfezionamento attivati presso la Facoltà di Economia e sul nuovo sito dedicato al corso Horeca Distech, all’indirizzo www.corsohoreca.com.

     

    - IL RILANCIO DEL VUOTO A RENDERE

    Nel 2007 inoltre, proprio su iniziativa di Italgrob, è stato attivato il primo nucleo misto di studio per il rilancio del Vuoto a Rendere, cui hanno preso parte oltre alla Federazione promotrice anche i rappresentanti di Fipe, esponenti dell’industria, parti politiche, rappresentati del mondo scientifico ed alcuni opinionisti.

    L’obiettivo di questo gruppo di studio è quello di rilanciare in Italia l’utilizzo dei contenitori a rendere, caduti in disuso ormai da anni, contribuendo da un lato a valorizzare il mercato Horeca e dall’altro a diffondere un messaggio etico di salvaguardia dell’ambiente.



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