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Assemblea Annuale Confesercenti: L’Italia ha bisogno di rilancio

confesercenti.jpgIl Paese ha bisogno di una profonda svolta e di recuperare risorse e condizioni utili per una nuova e stabile fase di crescita economica e sociale. Questo in sintesi il tema affrontato dalla Assemblea Annuale di Confesercenti svoltasi a Roma ieri 7 luglio. All’incontro hanno partecipato 1500 dirigenti, delegati ed invitati.

 

In occasione dell`assemblea il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio al presidente di Confesercenti, Marco Venturi: «Di fronte ai problemi e alle sfide del momento presente, i cittadini della società italiana nel suo insieme avvertono il bisogno di ritrovare quei sentimenti di orgoglio e fiducia, necessari per imprimere un nuovo impulso al progresso e alla crescita del Paese, nel segno di un`autentica etica civile e di una più profonda integrazione nel contesto europeo»

 

Marco Venturi, nel suo intervento, ha esordito ringraziando pubblicamente Napolitano per le sue parole.

Venturi è poi entrato nel vivo del tema dell’assemblea, parlando non solo di economia, ma anche di politica e democrazia, della responsabilità sociale del governo e dei cittadini nel scegliere i propri rappresentanti. Ma il nodo cruciale della sua relazione annuale verte sulla situazione che stanno vivendo le imprese:

«Il nodo vero è quello della crisi e delle conseguenze che da essa derivano. Il logoramento del potere d’acquisto dei cittadini, i problemi del lavoro e della disoccupazione, della ripresa economica e della sua tenuta nel tempo, delle complessità formali, di una pressione fiscale debordante. Possibile che non vi rendete conto delle difficoltà che vivono le imprese? Non basta la crisi? Non basta la criminalità, quella comune e quella organizzata? Non basta una pressione fiscale effettiva del 53%, che ci fa salire sul podio dell’aerea OCSE? Questo record rappresenta un vulnus grave per i cittadini e per le imprese. Una ferita da curare con rapidità e con determinazione».

 

Il presidente è passato poi a commentare molti punti caldi, fra cui il federalismo:

«Il federalismo deve sostanziare questa cura e non deve diventare occasione di altre spremiture che ignorano le difficoltà che già viviamo. Se il federalismo ha le gambe per attraversare un terreno molto accidentato, avrà successo e sarà utile a tutti gli italiani, se invece verrà utilizzato solo come bandiera politica, o peggio ancora se si caratterizzerà come portatore di nuovi prelievi come l’IMU, le addizionali IRPEF e altre imposte locali, non avrà vita lunga, anche perché noi ci metteremo di traverso. Basta con un fisco lunare fatto da 62.500 norme tributarie, che ci fa spendere oltre diciotto miliardi per gli adempimenti e che ad un titolare di partite IVAcosta 4.945 euro all’anno, rispetto ai 1.320 dei francesi, ai 1.290 dei britannici ed ai 1.180 dei tedeschi.

Per noi la priorità è quella di abbassare la pressione fiscale, compensando le minori entrate con la riduzione della spesa pubblica e non con il gioco delle tre carte, come si è tentato di fare spostando il prelievo dall’IRPEF all’IVA, con

inevitabili effetti negativi sui consumi e sull’economia.

Le proposte del Governo, inoltre, ci preannunciano tre aliquote IRPEF, 20-30-40%, ma sostanzialmente ci lasciano nell’incertezza totale perché non sappiamo quali saranno i nuovi scaglioni, che fine faranno le detrazioni e quali saranno le deduzioni. Bisogna rendere chiaro chi ci guadagna e chi ci perde. Abbiamo ottenuto un primo risultato con l’accantonamento dell’aumento di un punto dell’IVA che ci sarebbe costato sei miliardi e depresso i consumi,

grazie alla decisa “rivolta” delle Confederazioni delle imprese che hanno così costretto il Governo a fare marcia indietro

 

Non è mancato un accorato appello al governo di fare progetti concreti per il settore turistico:

«Tra crisi economica, carenze strutturali del Paese ed assenza di una politica turistica nazionale, i risultati sono stati negativi con cali consistenti di presenze, circa tre milioni di viaggiatori in meno, soprattutto europei, con una

perdita di oltre un miliardo di euro. Pesa sul nostro turismo anche l’immagine di degrado data dalle montagne di rifiuti sparsi nelle vie di Napoli».

 

Nel corso dell’Assemblea è intervenuto anche Paolo Romani, Ministro dello Sviluppo economico che ha commentato la sperimentazione sull`orario di apertura dei negozi nelle città turistiche .

«È stato sbagliato il metodo - ha detto il ministro Romani, nel suo intervento all`assemblea - Il problema esiste e può essere risolto solamente con la condivisione degli esercenti». Romani ha annunciato la prossima apertura di un tavolo di confronto.


08/07/2011

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