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Le Casette dell’acqua come i Bar

shutterstock_2004674.jpgLe casette con fontanella nelle quale si eroga acqua potabile trattata con filtri sono paragonabili dal punto di vista legislativo a un Pubblico Esercizio: è quanto afferma una recente circolare nel Ministero della Salute, nello specifico la Direzione Generale della prevenzione Sanitaria.

Il Ministero, prendendo atto che si vanno sempre più diffondendo sul territorio nazionale le cosiddette “Fontanelle, case dell’acqua e simili”, nelle quali a titolo gratuito, e a volte a pagamento, i consumatori possono direttamente approvvigionarsi di acqua potabile trattata da filtri, ha ritenuto opportuno diramare un apposito comunicato agli Assessorati alla Sanità di Regioni e Province.

“L’attività – è riportato nel comunicato ministeriale – si configura come “somministrazione di bevande” e, pertanto, i relativi gestori assumono la veste di “operatori del settore alimentare” e sono quindi obbligati a sottoporsi alla vigente disciplina. Anche per questo motivo tali pubblici erogatori di acqua trattata devono avere gli stessi piani di autocontrollo (HACCP) che sono tenuti ad adottare gli operatori del settore alimentare, bar ristoranti e via discorrendo.

La circolare, infatti, puntualizza che: “vengano individuati per ciascuna unità distributiva, i relativi punti critici di controllo e predisposte analisi di laboratorio che contemplino sia il mantenimento dei parametri relativi alla potabilità dell’acqua, sia del controllo di eventuali cessioni derivanti da materiali a contatto con l’acqua.”

Il contenuto della circolare non è stato ovviamente ben accolto da quelle Pubbliche Amministrazioni che hanno realizzato le famose “casette dell’acqua”. In rete, infatti, sono pubblicate prese di posizioni abbastanza nette che, travalicando i requisiti sanitari che la circolare contempla, buttano la polemica in campo politico.

Ma, al di là della politica, di acqua pubblica o privata che sia, va precisato che il contenuto della circolare non vieta l’uso delle casette dell’acqua, ma tiene solo a ribadire che le stesse devono adeguarsi a quelle che sono le vigenti regolamentazioni, sia per quanto riguarda gli aspetti amministrativi che, soprattutto, per quanto concerne gli ancora più importanti aspetti igienico sanitari. Aspetti che è opportuno precisare, l’industria italiana di Acque Minerali” tiene in altissima evidenza con un continuo e minuzioso controllo di tutto il processo d’imbottigliamento.


25/07/2011

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