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Per noi che crediamo nell’Italia: Birra Peroni presenta il Rapporto di Sostenibilitą 2011-2012

Produrre in Italia conviene, parola di Birra Peroni. Lo storico produttore italiano, nato a Vigevano nel 1846, dal 2003 controllato dalla multinazionale SabMiller, ha presentato ieri a Roma, alla presenza del Ministro Andrea Riccardi e del Vice Ministro Michel Martone, Per noi che crediamo nell`Italia, il secondo Rapporto di sostenibilità

 

brand-Birra-Peroni.jpgNonostante si parli spesso di fuga dei grandi gruppi dall`Italia, ci sono ancora multinazionali pronte a scommettere sulla qualità dei prodotti italiani. Come SabMiller (secondo produttore di birra al mondo), che ha deciso di esportare il know how Peroni verso tutti gli altri marchi del gruppo. Una scelta, quella di investire sul made in Italy, che paga, così come dimostra la crescita delle vendite di Peroni e Nastro Azzurro, birra tricolore più bevuta nel mondo. Per quanto riguarda la prima, nell`anno fiscale 2011-2012 i ricavi sono saliti a 424 milioni dai 420 milioni dell`esercizio precedente, mentre Nastro Azzurro ha visto le vendite salire, con un ottimo +5% nel Regno Unito, mercato già molto florido per il brand.

 

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Performance dovute, oltre che alla qualità del prodotto, alla riduzione dei costi operativi di Peroni, scesi nel 2012 a 320 milioni e che permettono all`azienda di contribuire al Pil italiano con 1 miliardo e allo Stato di incassare tasse per 700 milioni. Il tutto generando un`occupazione complessiva pari a 19 mila lavoratori. A spingere i conti hanno concorso anche i recenti piani di risparmio messi in campo da Peroni. In tre anni, dal 2009 al 2012, il birrificio ha progressivamente razionalizzato le rotte dei trasporti e migliorato la logistica del packaging, ponendo le vetrerie fornitrici di bottiglie a un massimo di 250 chilometri dagli impianti di riferimento. In questo modo sono stati risparmiati oltre 372 mila litri di carburanti e abbattute di 975 mila chilogrammi le emissioni di CO2. E dal punto di vista più strettamente ambientale, oggi il 97% dei rifiuti viene riciclato, con una riduzione del consumo di acqua ed energia rispettivamente di -7,4% e -6%.

 

Peroni lancia un messaggio forte nel suo Rapporto di Sostenibilità: Credere nell`Italia, a prescindere dalla crisi e dalla congiuntura economica negativa. Perché lo fa da 166 anni, da quando il signor Francesco Peroni aprì il piccolo stabilimento di Vigevano, nel Regno sabaudo, superando le guerre di indipendenza e approdando a Roma a piazza di Spagna, convinto di riuscire a nazionalizzare quella bevanda che al centro e al sud nessuno conosceva ancora. La competizione industriale oggi ha abbattuto i confini degli Stati e qualche volta ha trasformato prodotti originali e straordinari rendendoli tutti uguali in odore e sapore. Per Birra Peroni non è così. Basti citare le coltivazioni di mais nostrano che è alla base della Nastro Azzurro, ma anche a iniziative e mostre del Museo Peroni a Roma, tutt’uno con la storia nazionale.

«Credere nell`Italia», ha spiegato il Ceo di Birra Peroni, Roberto Jarrìn, «significa valorizzare la nostra presenza nel Paese, contribuendo alla crescita economica, restituendo ricchezza alle comunità locali in cui operiamo».

 

 

I numeri del Gruppo Peroni. Intorno all’anima italiana c’è un’impalcatura industriale che ha portato Birra Peroni a produrre 4,8 milioni di ettolitri l’anno. Di questi, 1,2 sono esportati in 55 Paesi dal brand Nastro Azzurro, simbolo indiscusso dell’Italia nel mondo, grazie all’impegno dei dipendenti impiegati presso i tre impianti di produzione in Veneto (Padova), Puglia (Bari) e Lazio, a Roma, dove ha sede anche il quartier generale dell’azienda. I marchi principali del Gruppo sono: Peroni, la birra più amata e conosciuta in Italia, Nastro Azzurro, la birra italiana più venduta all’estero, Pilsner Urquell, considerata una delle migliori birre al mondo, ai quali si aggiungono altri brand di prestigio nazionale e internazionale come Peroni Gran riserva, Peroni Gran riserva Rossa, Peroncino, Raffo, Wuhrer, Miller e Tourtel. Birra Peroni, inoltre, controlla la società Saplo, con sede a Pomezia, che produce e fornisce all’azienda il malto impiegato nel processo di fabbricazione della birra.   Nel 2003 Birra Peroni è entrata a far parte del Gruppo SABMiller plc, il secondo produttore di birra al mondo, presente in 75 Paesi e 6 continenti con oltre 200 marchi in portafoglio e più di 70mila dipendenti.


26/10/2012

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