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IFI a DNA.italia per parlare di Start Up italiane

Gianfranco Tonti di IFI S.p.A. chiamato a confrontarsi sul tema dell`innovazione. Analizzare come le imprese creative e l’innovazione in genere si confrontano con il Panorama Italiano: è con questo obiettivo che si è tenuta (oggi) a Torino Creativity Camp, la tavola rotonda organizzata nell’ambito di DNA.italia, kermesse dedicata alla cultura dell’innovazione svoltasi il 18 e il 19 aprile presso il lingotto.

 

Gianfranco-Tonti01.jpgModerato da Luca Fois, consulente creativo e docente del Politecnico di Milano, il dibattito ha visto la presenza di numerosi imprenditori che si sono saputi contraddistinguere per la loro capacità di innovare. Tra questi, Gianfranco Tonti, Presidente di IFI SpA, ha presentato al pubblico il progetto start up, un servizio bar low-cost e chiavi in mano  che mette i giovani in condizione di trasformarsi in imprenditori di se stessi e aprire un locale con un investimento modesto. La società pesarese, leader nella produzione di arredamento e attrezzature per bar e locali Food&Beverage, pur contenendo al massimo i costi di questo progetto per venire incontro ai ragazzi, è riuscita nella sfida di dotare start up di quanto serve a un servizio bar professionale. Il tutto nell’ottica di un design moderno, funzionale e sostenibile, data la scelta di accorgimenti tecnici volti al risparmio energetico e alla quasi totale assenza di formaldeidi.

 

E se IFI si presenta come facilitatore di startuppers attraverso l’offerta di un prodotto "concreto", nell’occasione di Creativity Camp Gianfranco Tonti si è confrontato con giovani imprenditori che hanno saputo mettersi alla prova con progetti più “immateriali”. Raccontando le loro best practice, questi ragazzi  mettono in luce la forza e l’importanza delle loro idee, che possono trasformarsi in imprese eccellenti, ma che si scontrano tutti i giorni con una latitanza delle istituzioni che non sanno stare al passo con l’innovazione e non offrono alle start up né gli investimenti né il supporto che meritano. Secondo Marianna Vignati, docente della scuola di design del Politecnico di Milano, gli investimenti, almeno a livello europeo, ci sarebbero anche, il problema è però che le istituzioni parlano lingue diverse dagli imprenditori e, mentre questi cercano continuamente il confronto con gli organi preposti, i governi non riescono ad affrontare il problema in maniera strutturata; per questo il Politecnico cerca di porsi come intermediario per avvicinare questi due mondi che proseguono per le loro strade.

 

Gianfranco Tonti a questo punto, senza attendersi un intervento delle Istituzioni, cerca di gettare le basi per un confronto tra le start up e le PMI: «Gli imprenditori devono capire che il passato non garantirà più un futuro. È necessario rifondare totalmente l’approccio al lavoro, creando un nuovo tessuto in cui tutte le imprese siano centrali superando la resistenza al cambiamento tipica delle nostre PMI. Dobbiamo imparare dagli startupper e ridare sostanza a un design che non è più solo forma e colore, ma è contenuto e innovazione».


22/04/2013

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