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ADB, fotografia realistica del mercato

Eletto il nuovo consiglio direttivo con Roberto Allievi Presidente. L’assemblea del consorzio è stata occasione per presentare l’analisi di mercato di Progettica e le criticità finanziarie delle imprese di distribuzione.

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Marelli-consigliata.jpgQuasi non ha avuto il tempo per congedarsi dagli associati, dopo un triennio di incarico, che in meno di un’ora è stato nuovamente eletto Presidente. È quanto accaduto a Roberto Allievi all’assemblea annuale del consorzio ADB lo scorso 19 aprile, dato che, è proprio il caso di dirlo, l’ormai storico Presidente del Consorzio ha ricevuto un nuovo mandato in seno all’elezione del nuovo Consiglio Direttivo composto di 8 membri.

«Il momento è economicamente difficile ma faremo di tutto per aiutare i nostri associati a rendere il meglio» ha detto il Presidente, che nell’ultimo anno è stato chiamato a fronteggiare la congiuntura del mercato e la prematura scomparsa, poco meno di 8 mesi fa, del direttore compianto Giovanni Mauro Ceriotti sostituito a febbraio dall’apprezzato Paolo Marelli. Tra i provvedimenti presi durante l’evento in primo piano ci sono: la modifica dello statuto di ADB, l’approvazione del bilancio avvenuta all’unanimità e la convalida all’approvazione di un datawarehouse per l’analisi dei dati di sell in e sell out del gruppo.

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Ospiti d’onore dell’evento, anche Bepi Cuzziol e Dino Di Marino rispettivamente Presidente e Direttore Generale di Italgrob: mentre il primo ha posto l’accento sul censimento associativo e sul rilevante peso che la Federazione dei Distributori di Beverage e i consorzi come ADB hanno oggi come canali di sbocco per l’industria delle bevande; il secondo, ha messo in luce le attuali opportunità legislative e le possibili convenzioni a favore dei consorzi federati a Italgrob per poi sviscerare i temi caldi inerenti l’applicazione del Decreto Liberalizzazioni e in particolare dei precetti ex articolo 62 sui tempi di pagamento per deperibili e food. Tra gli interventi oratorii anche quello del Direttore Commerciale di Norda Massimo Bonifacio che ha sottolineato l’importanza strategica degli strumenti di trade marketing nell’acquisizione di quote di mercato in ambito horeca, laddove il punto di vendita ha assunto un valore comunicazionale oltre che commerciale.

 

Così va l’horeca

La due giorni assembleare ADB è stata l’occasione per presentare l’analisi di mercato dell’osservatorio Horeca di Progettica. A commentare l’istantanea del comparto della “distribuzione al fuori casa”, il responsabile della pianificazione strategica dell’azienda Alberto Scola che ha sviluppato la ricerca qui sintetizzata in quattro punti:

 

1) Andamento mercato horeca 2012 Vs 2011

La fotografia è tra le più realistiche del mercato horeca nazionale: dato che il rapporto diretto con un ampio bacino d’utenza di punti di vendita, rende le compagini distributive, le sole della filiera, in grado di rilevare gli effettivi dei consumi in beverage. L’elaborazione di Progettica si fonda su dati raccolti a parità di rete attraverso un incrocio degli indicatori di trend tra Produzione Beverage, Consorzi e Gruppi d’acquisto, altresì in considerazione degli esercizi con un fatturato minimo mensile di 250 euro e in tutte le categorie di prodotto e di canale dell’horeca. Secondo i dati elaborati al dicembre 2012 emerge una certa stabilità del comparto horeca che nell’ultimo anno ha avuto una flessione di fatturato di appena il 2,3%. Il valore attuale del segmento in oggetto è di oltre 3,4 mld di euro realizzati da 1745 distributori mappati in 20 regioni e 105 province, per un’incidenza sul totale del mercatobeverage-nazionale di oltre il 75%.

 

2) Matrici commerciali canale horeca

Scendendo nel particolare del mix di fatturato del canale horeca, la birra è risultata essere la referenza maggiormente richiesta con il 36,5% dello share a valore sul totale. Seguono le referenze enologiche con il 16%, quindi, appena sopra alle bibite che hanno fatto registrare il 14,6% del sell out. La classifica tiene conto di un’indagine effettuata sui dati forniti da 168 distributori di beverage presenti nelle 4 aree Nielsen del nostro territorio, i quali rappresentano la metà del giro d’affari del proprio mercato di riferimento.

 

3) Approfondimento sui punti di consumo

La ricerca prosegue rilevando che, come anticipato, il 77,5% delle quote di consumo a valore si sono perfezionate grazie ai distributori di beverage. Il rimanente nel 2012 è stato realizzato attraverso altri canali, nell’ordine: 9,3% cash & carry, 6,1% con trattative dirette ai produttori e il resto attraverso canali alternativi. La preponderanza del distributore nel fuori casa è emersa in un approfondimento della ricerca dove è risultato fondamentale il ruolo di questa tipologia di impresa per le competenze nella gestione del problem solving e la capacità di erogazione di servizi logistici, due prerogative che pongono la variabile tattica del prezzo in secondo piano per quanto concerne l’influenza sulla crescita degli indici di propensione al consumo.

 

4) Pianificazione per crescere in equilibrio: la gestione finanziaria

Le mutate condizioni del mercato hanno imposto nuove politiche di bilancio e modalità di gestione anche ai distributori di beverage. Per risalire alle motivazioni del cambiamento si pensi in primis alle regole bancarie contenute nella seconda versione del trattato comunitario meglio noto come Basilea 2, che ha fissato i requisiti patrimoniali delle banche e stabilito le dinamiche del sistema creditizio vigente in gran parte dell’Europa unita. Un apparato normativo che attribuisce grande valore alla disponibilità di liquidità, meno affidabilità ai capitali immobiliari e rigorose classi di merito come regola di base alla concessione del credito alle imprese da parte delle banche. In questo contesto, il moderno distributore che un tempo, date le alte competenze e la grande flessibilità nella logistica, era in grado di "finanziare il magazzino del suo cliente finale", oggi più di prima è chiamato a un controllo di gestione meticoloso versato a modelli previsionali più che consuntivi.

Tra gli svariati strumenti necessari a una corretta conduzione dell’impresa, l’analisi di Progettica ha individuato come principali: le piattaforme per la pianificazione economico-finanziaria e quelle per la definizione di un corretto equilibrio della struttura del debito. A questo proposito dopo l’introduzione di Scola, Moreno Grasso di Progettica, attraverso alcuni esempi pratici ha esaustivamente approfondito alcune dinamiche relative alla corretta gestione finanziaria legata a un piano previsionale delle risorse liquide necessarie.

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20/06/2013

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