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Bar, ristoranti, hotel: il 2013 è l’anno nero, chiuse 50mila imprese

Fotografia scattata dall`osservatorio di Confesercenti sul commercio e turismo: se si continua così, a fine 2013 si saranno perse per sempre 30mila imprese 90mila posti di lavoro.

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Tracollo per la moda: una cessazione su quattro nel commercio è un negozio di abbigliamento. Grillo: "In Italia 5 milioni di poveri, la bomba sociale sta per scoppiare. Il 68% degli italiani ha rinunciato a ristoranti e bar". Coldiretti: "Raddoppiati i poveri".

 

Il 2013 è ancora un anno nero per il settore del commercio e turismo. Nei primi 8 mesi hanno chiuso i battenti 50mila imprese, con 32mila cessazioni nel commercio e 18mila nel turismo. Considerando l`avvio di nuove attività, il saldo è negativo di quasi 20mila unità. Se continua così, a fine 2013 si saranno perse per sempre 30mila imprese e almeno 90mila posti di lavoro. È il quadro che emerge dai dati diffusi dall`osservatorio di Confesercenti sul commercio e turismo. Complessivamente, nei primi otto mesi dell`anno si registra nel commercio al dettaglio in sede fissa un saldo negativo di 14.246 imprese, a fronte di 18.208 nuove aperture e 32.454 chiusure.

 

Soffrono anche le attività di alloggio e ristorazione, che perdono per sempre 5.111 attività, con 12.623 nuove imprese e 17.734 cessazioni. Insomma, la crisi "svuota" le citta di bar, ristoranti e hotel . Ma, soprattutto, è drammatico il tracollo della moda: nei primi 8 mesi dell`anno, una cessazione su 4 nel commercio è un negozio di abbigliamento. Ma i negozi del web continuano a crescere. Secondo le rilevazioni dell`Osservatorio Confesercenti, infatti, le imprese di commercio al dettaglio che vendono attraverso internet sono aumentate, negli ultimi 20 mesi, del 24,5%. In particolare, da gennaio 2012 ad agosto 2013, le attività di commercio web sono passate da 9.180 a 11.430: un saldo positivo di 2.250 unità, pari a quattro imprese in più ogni giorno.

 

«Turismo e Commercio, pur subendo la crisi più dura dal dopoguerra, si confermano tra i settori più vitali dell`imprenditoria italiana». È il commento del segretario generale di Confesercenti, Mauro Bussoni. «L`accorciamento della vita delle imprese, però, è un dato estremamente allarmante, soprattutto se si considera che, fino a pochi anni fa, la vita media delle attività nei due settori era di 14 anni. Si offrono dunque molte opportunità, ma anche molte delusioni: è teoricamente molto facile avviare un`impresa in questi settori, ma è praticamente difficilissimo mantenerla in vita». «Occorre cambiare mentalità - avverte Bussoni - senza internet, senza Pos, senza eCommerce non si può più pensare di sopravvivere a lungo sul mercato. Le nuove imprese devono essere accompagnate nel loro percorso, dobbiamo sostenere le start-up».

 

 

Fonte ADNKronos


30/09/2013

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