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Heineken a tutta birra: rilancia in Italia con un investimento di 50 milioni

Heineken non molla la presa sull’Italia e per il prossimo triennio investirà 50 milioni per una nuova linea produttiva, in innovazione e miglioramenti tecnici della produzione, nei processi legati all’ambiente e alla sicurezza. Nel precedente quinquennio la multinazionale ha investito 25 milioni per la sola sostenibilità.

 

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«L’innovazione produttiva e di prodotto - osserva Edwin Botterman, ad di Heineken Italia - è uno snodo strategico della società.  Non per niente siamo leader. Nel 2014 le innovazioni introdotte da Heineken in tutto il mondo hanno generato 1,5 miliardi di euro di ricavi. In Italia, solo negli ultimi 5 anni, abbiamo  investito nell’innovazione 65 milioni di euro e grazie aquesto impegno l’anno scorso  siamo stati il produttore di bevande più innovativo del Paese con circa il 30% dell’innovazione dell’intero settore beverage nel canale moderno. Nel settore birra, l’innovazione fatta nello scorso anno dalla nostra azienda rappresenta il 53% del totale delle innovazioni, secondo Iri».

 

La multinazionale olandese delle birra è presente in Italia da oltre 40 anni, impiega direttamente oltre 2mila persone in quattro birrifici e commercializza più di 5 milioni di ettolitri di birra. L’azienda dichiara un giro d’affari aggregato 2014 di 943 milioni di euro (+0,9% ), comprendendo sia Heineken Italia spa (con ricavi per 794 milioni e 60,5 di utili) sia Partesa, la società di distribuzione (con fatturato di 298 milioni con 496mila euro di perdita). L’azienda birraria dichiara una market share superiore al 29%. Heineken Italia è una gallina dalle uova d’oro: genera circa il 12% di Mol e ha una posizione finanziaria netta positvia per 141,7 milioni. L’ultimo utile è statod estinato a riserva straordinaria avendo la riserva legale raggiunto il livello massimo consentito dalla legge.  Il patrimonio netto è arrivato a 364milioni, comprei i 75 milioni versati in conto capitale dal socio Heineken Internationa Bv.

 

«Nell’impianto di Pollein, in Valle D’Aosta - aggiunge Bottermann - la nuova linea produttiva di lattine costerà 15 milioni: parte della produzione la invieremo all’estero e nei nostri birrifici in Cina. Faremo un prodotto competitivo sfruttando anche le economie di scala. Poi investiremo altri 14 milioni per vari tipi d’innovazione tecnica negli stabilimenti di Comun Nuovo e Massafra. Nei processi legati alla sostenibilità, invece, investiremo 11 milioni per la sicurezza, 7 per migliorare l’efficienza della produzione e altri 3 per la tutela dell’ambiente».

 

Peraltro a Pollein si produce anche il Sub, un sistema per spillare la birra a casa propria. Heineken con il programma decennale Brewing a betteer world puntato sulla sostenibilità, nel primo quinquennio la filiale italiana ha ridotto del 55% le emissioni di Co2 e del 38% i consumi idrici, ha aumentato del 100% l’energia proveniente da fonti rinnovabili. Birra Moretti è il brand trainante dell’innovazione di Heineken Italia e ad Expo ha portato 11 diverse referenze, tra cui 3 Radler (limone, chinotto e gazzosa) anche le 4 nuove birre “regionali” (friulana, toscana, siciliana e piemontese), realizzate con ingredienti tipici del territorio. «Un percorso - spiega il top manager - fatto di investimenti e di continua innovazione che, a partire dalla ricetta originale, ha contribuito all’allargamento della famiglia che oggi rappresenta tutti i principali stili birrari».

«Le Radler funzionano molto bene - sostiene Botterman -. Le scelgono anche i consumatori che normalmente non bevono. Stiamo aprendo una strada, coinvolgendo nuovi consumatori. Ma aspettiamo la fine dell’estate prima di tirare le somme, anche perchè sono prodotti ancora più stagionali delle birre».

 

I consumi di birra in Italia sono stabili da oltre 10 anni intorno ai 17,5 milioni di ettolitri, di cui 6 importati. Negli ultimi due anni una raffica di aumenti delle accise, l’ultimo lo scorso gennaio, ha rischiato di mettere al tappeto l’industria birraria: oramai il fisco divora un sorso su due, come ripete da tempo Assobirra. A giugno le vendite nella grande distribuzione sono scivolate del 5%, con un -1,3% su base annua, e un buon progresso nella ristorazione. Il caldo torrido di  luglio darà certamente una spinta alle vendite, in particolare all’Horeca. Finora il sell in (cioè gli ordini della distribuzione) in luglio ha registrato un +10%. Per quest’anno «stimiamo una crescita del mercato dell’1%, trainato però più dall’horeca che dal canale moderno». Heineken leader dell’innovazione anche in futuro? «Piano - frena  Botterman - prima di offrire nuovi gusti, dobbiamo sfruttare le potenzialità di quelli appena lanciati».

 

 

Fonte Il Sole 24 Ore


03/08/2015

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