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La giapponese Asahi alla conquista della birra Peroni

Salvo colpi di scena, la birra Peroni diventerà giapponese nel secondo semestre di quest`anno. Asahi Group Holdings ha inoltrato a SABMiller una offerta vincolante per rilevare Peroni - in un pacchetto che comprende anche l`olandese Grolsch e la birra artigianale britannica Meantime - per 2,55 miliardi di euro in contanti (su base debt free e cash free). Un`offerta che è stata oggetto di negoziati, su cui per il gruppo giapponese ha fatto da advisor Rothschild (mentre lo studio legale Freshfield ha curato gli interessi di Ab InBev).

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La condizione sospensiva fondamentale riguarda il via libera delle autorità Antitrust alla fusione di SABMiller in Anheuser-Busch InBev, un maxitakeover da oltre 100 miliardi di dollari che crea quello che sarà di gran lunga il primo colosso mondiale del settore (e richiede quindi un alleggerimento di marchi per evitare una bocciatura, soprattutto da parte della Commissione europea). Si deve anche aspettare l`ok formale di Ab InBev dopo le necessarie consultazioni con i dipendenti.

 

L`asta aveva suscitato numerose manifestazioni di interesse sia da parte di gruppi di private equity che industriali (come Thai Beverage). I giochi sembrano ormai fatti, anche per via delle recenti turbolenze finanziarie globali. L`operazione con Asahi non includerà i diritti per il mercato statunitense dei marchi Peroni e Grolsch. Il gruppo giapponese è disposto a pagare un prezzo elevato per l`obiettivo strategico di rafforzare le sue attività internazionali (soprattutto in Europa), che contano solo per poco più del 10% del totale, una percentuale molto più bassa di quella delle rivali Kirin e Suntory. Questa settimana ha annunciato che nel 2015 i ricavi sono saliti del 4% a 1.857 miliardi di yen, con un utile operativo di 135,1 miliardi (+5,35%); fuori dal Giappone il business ha generato proventi per 251,9 miliardi di yen, con un profitto operativo di 15,5 milioni. È emerso anche che l`attuale direttore generale delle attività nel settore birrario, Akiyoshi Koji, sarà promosso dal primo aprile a capo di tutto il gruppo, in sostituzione di Naoki Izumiya, che resterà come chairman.

 

Asahi Breweries sarà guidata da Shinichi Hirano. Peroni entrerà dunque in un gruppo forte al quale offrirà un ampliamento di copertura di mercato in modo perfettamente complementare. Non sempre le acquisizioni all`estero dei gruppi giapponesi delle bevande, comunque, hanno dato i frutti sperati: ad esempio quella del 2011 di Kirin sulla birra sudamericana Schicariol per circa 300 miliardi di yen ha indotto nel dicembre scorso la società nipponica a rivedere al ribasso le sue stime sui profitti per perdite e svalutazioni in Brasile pari a ben 141,2 miliardi di yen (complice la crisi economica del Paese).

L`acquisto più grande - quello effettuato da Suntory sul gruppo di superalcolici Beam per circa 14 miliardi di dollari - appare invece promettente. «Abbiamo guardato anche noi il dossier Peroni - ha detto al Sole-24 Ore il numero uno del gruppo Suntory, Takeshi Niinami - ma abbiamo deciso che per tre-quattro anni resteremo concentrati sull`integrazione e lo sviluppo di Beam, grazie a cui contiamo di migliorare sensibilmente la redditività».

 

 

 

 

Fonte Il Sole 24 Ore


12/02/2016

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