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Convention Horeca Italiana 2018

Si è svolta ad Ischia dal 4 al 7 Ottobre la convention annuale di Horeca Italiana. Soci affiliati e fornitori si sono confrontati al Grand Hotel Punta Molino, già sede del G7 dello scorso anno.

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Nella magica location con vista sul castello aragonese, la convention di quest’anno "Chi è di scena!!!... Dal CRM integrato agli attori della filiera", chiude un percorso iniziato nel 2016, con la convention di Sorrento, proseguito nel 2017 con la convention tenutasi a Napoli. Un percorso che partendo dalle logiche di filiera ha analizzato le possibile strade per attivare  un processo comune di evoluzione verso un modello di SRM (Synergic Relationship Management).

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I lavori sono stati aperti, dai saluti istituzionali del Presidente Dott. Donato Alonzo e del Presidente Italgrob, Vincenzo Caso che ha presentato le importanti novità promosse dalla Federazione, confermando alla platea che l’International Horeca Meeting 2019 (IHM) di Italgrob, Federazione Italiana Distributori Horeca, integrerà BeerAttraction (BA) di Italian Exhibition Group (IEG) presso la Fiera di Rimini dal 16 al 19 febbraio 2019, dando vita a un appuntamento pluriennale unico e di straordinaria forza per il mondo della distribuzione Horeca.

A seguire il Dott. Antonio Faralla ha presentato i dati distributivi del Consorzio Horeca Italiana c.c.a.   in termini di quote in rapporto ai territori coperti, confrontando le performance di copertura rispetto all’universo FIPE, il lavoro svolto nel 2018 e declinato gli obiettivi strategici 2019. Fornendo nel contempo anticipazioni sul nuovo data warehouse e sulla campagna 2019 "Drink all you need".

 

Nella Convention 2018 il Cda di Horeca Italiana ha inteso mantenere l’impegno assunto a conclusione della Convention dello scorso anno, ovvero coinvolgere  realmente tutta la filiera dal consumatore, al trade, alla distribuzione sino all’industria. Ciò è stato reso possibile grazie ad una ricerca realizzata dalla società Formind sul mondo del bar e della ristorazione. La ricerca è stata effettuata su 2000 consumatori estratti dalla “Piramide dei consumi”, Strumento di Ricerca realizzato da Formind, che rileva le variabili che indirizzano i comportamenti del consumatore, le motivazioni al consumo e la propensione all’acquisto nel breve/medio periodo, e su 2000 esercenti estratti dal Mindforhoreca©, Strumento di Rilevazione sistematica del mercato, realizzato da Formind, che rappresenta uno strumento avanzato di rilevamento del mercato Beverage.

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La ricerca presentata da Brunella Ruggiero di Formind,  oltre a fornire un quadro puntuale dell’evoluzione del punto di vendita bar/ristorazione, ha espresso un focus sulla customer experience  del consumatore, il quale ha definito i punti di vendita, oggetto dell’indagine, terzo luogo, ovvero il luogo dove dopo la casa ed il lavoro il consumatore trascorre la maggior parte del tempo, evidenziando la strategicità del canale fuori casa. Fornendo nel contempo la vision del consumatore verso il luogo di consumo, evidenziando l’evoluzione del ruolo del bar manager e del ristoratore, da manager ad imprenditore leader. Mettendo a fuoco le principali criticità di filiera nei confronti dei luoghi di consumo, dei prodotti, della filiera distributiva ed industriale. L’indagine ha dato luogo a due salotti condotti da Antonio Faralla, che attraverso un format innovativo hanno coinvolto in un ampio confronto/dibattito le aziende affiliate e socie di Horeca Italiana e le aziende di produzione presenti.

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Salotto Bar:  L’indagine commissionata a ForMind ci mostra un canale bar profondamente mutato nel tempo, un luogo di consumo multifunzionale al quale si accompagna un gestore multiruolo. Per il  consumatore il bar è un  luogo adatto non solo alla soddisfazione dei bisogni utilitaristici ma anche edonistici, ha alte aspettative qualitative ed assortimentali e presta molta attenzione allo scontrino. Lamenta, inoltre, difficoltà ad intercettare nuovi prodotti e prodotti salutistici, in particolare nel momento di consumo della colazione e del break. Dal dibattito è emersa la consapevolezza della filiera di quanto siano forti e condizionanti le motivazioni e le aspettative del consumatore. Abbiamo ascoltato con piacere l’industria affermare di volersi concentrare sempre più su aspetti consulenziali a supporto del trade e quindi del consumatore che possano  sostenere un corretto posizionamento diversificandosi dall’ottica del prezzo. Lavorare insieme per soddisfare il bisogno esperienziale del consumatore. Impatti ecologici e salutistici  rappresentano un must e un’opportunità, anche se c’è molto lavoro da fare e sul quale anche la federazione Italgrob si sta impegnando attivamente.

Più complicata sembra la gestione della conflittualità dei diversi canali, sulla quale non sembra esserci una strategia comune. Forse bisogna affrontare il problema da un altro aspetto, un nuovo modo di intendere il mercato che fa del servizio il principale perno di catalizzazione dei consumi,   Probabilmente nel prossimo futuro la differenza tra canali sarà completamente un’altra cosa e un nuovo territorio di confronto anche più ampio per tutti con nuove opportunità da cavalcare. Il consumatore c’è già arrivato non resta che colmare il gap...

 

Salotto Ristorazione: Dalla seconda indagine di ForMind emerge un consumatore sempre più attratto dal contesto e non soltanto dall’offerta culinaria proposta, sempre più attento agli aspetti emozionali così come alla costante ricerca di qualità non solo sul food, ma anche su categorie beverage quali vino e birra verso cui dimostra di avere sempre maggiore cultura. Il prezzo non è più visto come valore assoluto ma come un corrispettivo correlato a più fattori di soddisfazione. Si informa preventivamente tramite internet sulle recensioni dei locali e si confronta sui social e solo successivamente matura la scelta. In questo gli attuali smartphone giocano un ruolo importantissimo consentendo anche all’ultimo momento di fare una vera e propria radiografia al punto di consumo e alle sue proposte. La scelta casuale non esiste più.

Dal dibattito emerge uno scenario che vede l’attività di ristorazione molto vicina ad un’azienda di marketing esperienziale, dove il food e beverage sono solo due dei vari ingredienti della ricetta del successo, sia l’industria con le sue diverse attività rese disponibili, sia la distribuzione sembrano avere bene in testa quest’aspetto. Formazione, tecnologia e assortimenti dedicati sono gli elementi che fanno parte di un’offerta comune. L’organizzazione logistica risulta maggiormente complessa rispetto al bar vista la diversa natura dei formati e degli imballi dedicati. Proprio in virtù di queste peculiarità la distribuzione qualificata riesce a sostenere meglio che nel bar l’impatto della concorrenza di canale e soprattutto dei nuovi format, che se da un lato privilegiano il servizio forse non sono in grado di fornire proposte che vadano in direzione della soddisfazione esperienziale richiesta dal consumatore. Consumatore che concludendo è attore primario a pieno titolo del canale e forse sta determinando un accorciamento della filiera. Quindi, continueremo a definire, nel prossimo futuro, l’horeca canale lungo?... Chissà... Potrebbe essere il tema del prossimo convegno di Horeca Italiana. Non sono mancati momenti ludici che hanno visto come cornice i luoghi suggestivi e magici dell’isola di ischia.


11/10/2018



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