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La classe imprenditoriale va in Paradiso?

Si è tenuto a Roma, presso la sede di Confindustria, il 9 e il 10 ottobre il primo workshop organizzato da Italgrob, la Federazione dei Distributori HoReCa, dedicato all’analisi dell’evoluzione del mercato dei consumi fuori casa.

foto-whorkshop.jpg

WORK-SHOP-01.jpgSi è trattato di un evento che ha visto circa quaranta tra imprenditori e managers interrogarsi sul futuro prossimo venturo del settore distributivo nel canale HoreCa, coadiuvati in questo percorso da due docenti del Master AFDB in Trade Management dei Consumi Fuori Casa, coordinato dalla LUISS Business School: Matteo De Angelis e Febo Leondini.
Non c’è intelligenza senza emozioni, non c’è apprendimento senza desiderio, non c’è scuola senza un po’ di libertà e di vita. Circoscrivere il workshop nell’ingessata definizione di corso di formazione, o peggio di aggiornamento, significa non aver compreso la natura profonda degli operatori della distribuzione, persone abituate a realizzare i loro sogni e, per questo “pericolose”. Un imprenditore, che tutti i giorni affronta e risolve problemi veri, non ha bisogno di essere aggiornato: lui il giorno lo vive, lo plasma e, a volte, lo sogna. Altrettanto non occorre formare alcunché.


Come si potrebbe avere la pretesa di “dare forma” a chi ha fatto della trasformazione lo scopo ultimo della propria esistenza? Perché fare impresa è essenzialmente trasformare il presente, e questo fa l’imprenditore. E, allora, cosa è stato questo primo workshop di Italgrob? È stato un momento di grande messa in discussione di se stessi, in cui libertà, desiderio e cuore hanno sopraffatto la quotidianità per proporre un progetto di futuro, razionale e sostenibile, ad un settore che è rimasto ai margini della grande rivoluzione digitale degli ultimi dieci anni.


Per farlo ci si è dovuti addentrare in una terreno sconosciuto e fantastico che ha visto:

  • Il superamento della visione a “catena del valore” e a “filiera” in favore di un approccio sistemico;
  • La scomposizione dei tre fondamentali processi aziendali (logistico, commerciale e finanziario) e la loro ricostruzione su basi moderne e originali;
  • L’analisi delle principali derive del mercato contestualizzandone i potenziali effetti sulle imprese di distribuzione;
  • Le ricadute possibili dell’avvento dell’economia circolare sui processi logistici e di assortimento commerciale;
  • La possibile transizione da un’economia della merce a un’economia dei dati, ridisegnando completamente il ruolo del distributore all’interno del sistema economico che lo vede protagonista attivo.

Il workshop è stato, insomma, l’occasione per ripensare completamente il modo di fare impresa nella distribuzione, guardando negli occhi il futuro senza pregiudizi né paure. Soprattutto è divenuto chiaro che esiste un passaggio a nord-ovest possibile e gravido di opportunità di business da cogliere. Certo, la meta è tutta da conquistare e richiede sacrifici e visione di medio termine e su questo terreno il Distributore è chiamato ad operare una scelta che, prima di essere organizzativa o tecnologica, è soprattutto culturale. Pertanto la domanda sorge spontanea: sapranno i nostri imprenditori conquistarsi il paradiso, attraverso una strada difficile e tortuosa, o preferiranno andare all’inferno in Porsche?


A questo quesito però, gli unici titolati a dare risposta sono gli imprenditori, soli, come solo chi al comando è.


11/10/2018



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