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Dopo un lungo lockdown l’Italia dell’Horeca torna al lavoro, i distributori Horeca tornano a fare la loro parte

L’emergenza sanitaria da Covid-19 lascerà segni profondissimi nel tessuto sociale ed economico del Paese. Uno dei settori maggiormente colpiti è senza alcun dubbio quello del fuoricasa italiano, dove dopo oltre ai tre mesi di chiusura si dovrà ora affrontare un domani incerto, nuovi vincoli, protocolli sanitari, un consumatore cauto e timoroso, assenza del turismo straniero faranno purtroppo crollare i consumi che il mercato aveva registrato nelle passate stagioni.

 

Il momento, per tutti gli operatori è difficilissimo, ma si ricomincia. Dal 18 maggio in quasi tutta Italia si sono rialzate le serrande dei locali, solo 7 su dieci al momento, ancora pochi incassi, il primo giorno di lavoro rispetto allo stesso giorno del 2019 ha fatto registrare un meno 88% (Dati Formind), ma è solo l’inizio.

Bisogna rimboccarsi le maniche e andare avanti con fiducia.

Anche i mezzi dei distributori Horeca si sono rimessi in moto, e con loro si innesca tutta quella catena che fa girare il mercato. In questo momento topico la parola d’ordine non può che essere cooperazione, remare tutti verso lo stesso comune obbiettivo. Una condizione assoluta che la Federazione Italgrob ha voluto attuare di concerto con i Presidenti e i Dirigenti dei maggiori consorzi italiani fra distributori Horeca. Un cambio di passo decisivo, responsabile e necessario per fronteggiare la criticità del momento. Di seguito a questa premessa introduttiva la lettera che il Presidente di Italgrob Vincenzo Caso ha condiviso con i vertici dei gruppi consortili: Beverage Network, CDA, Horeca.It, ADB Group, Rasna, Horeca Italiana, Di.AL, Codit e Lekkerland. “Insieme ce la faremo” è questa l’esortazione di Caso con la quale conclude la sua lettera aperta a tutti i distributori italiani. Un auspicio che deve essere di tutti i distributori, operatori sempre in prima linea. Un lavoro invisibile il loro, ma essenziale per tutto il settore Horeca, ma anche per le mense, le comunità, gli ospedali, ma anche per le famiglie con la consegna a domicilio di bevande, assolvendo cosi un fondamentale compito sociale.

 

L’attesa è finita, si torna a far “girare” il mercato, silenziosi, invisibili, essenziali come sempre.

 

 

 


italgrob.png

Roma, 20 maggio 2020

 

Foto presidente Caso.jpgCaro collega,

a seguito della grave emergenza pandemica e la conseguente crisi che vede proprio il mercato Ho.Re.Ca. maggiormente colpito e penalizzato, abbiamo ritenuto opportuno avviare un confronto franco e costruttivo con tutte le realtà consortili fra distributori Horeca oggi presenti sul mercato. Sia quelle facenti parte della Federazione Italgrob sia quelle che al momento non ne fanno parte. L’unità della categoria in questo momento è l’unico aspetto rilevante, e la presente comunicazione è il frutto di questo confronto, comunicazione della quale sentiamo il dovere di informarti e su una serie di azioni intraprese, a fronte della gravissima crisi nella quale è coinvolto il canale Horeca e la categoria di imprenditori della quale facciamo tutti parte.

 

Sappiamo che la situazione del canale Horeca, dopo tre mesi di serrata obbligata dei punti vendita, non sembra avere prospettive migliorative. Né tantomeno la tanto discussa fase 2, avviata il 18 maggio, con protocolli e stringenti vincoli sanitari potrà garantire un rapido ritorno alla normalità pre covid, senza contare che fra locali che non riapriranno e la cautela dei consumatori, stime attendibili indicano in almeno il 50% il calo dei consumi.

 

La situazione è drammatica: con il solo lockdown le aziende di distribuzione hanno registrato mezzo miliardo di crediti ancora da esigere dai punti vendita, a cui si devono aggiungere le perdite calcolate per circa 4 miliardi per il mancato lavoro quotidiano dei mesi di marzo, aprile e maggio.

Per la prima volta nella storia, anche le più solide aziende di distribuzione hanno dovuto far richiesta alla cassa integrazione per la quasi totalità dei propri dipendenti diretti, ma ad oggi i fondi, a causa dei balletti fra Inps e Regioni, non sono ancora arrivati.  Sono convinto che molti di noi sono personalmente intervenuti anche per il sostentamento dei nostri collaboratori indiretti e le loro famiglie.

Grande preoccupazione desta il futuro di centinaia di imprenditori della nostra categoria in quanto non si può escludere che la malavita organizzata possa approfittare della crisi per predare aziende in difficoltà. Nella situazione in cui versa la nostra categoria, non è purtroppo un’opzione irrealistica.

 

Vi informiamo che Italgrob, a difesa e in rappresentanza della categoria dei distributori, si è mossa su più campi:

  • avviando istanze verso il Governo centrale anche in collaborazione con importanti associazioni di produttori della filiera Horeca;
  • avviando istanze direttamente con tutti i presidenti di regione per richiedere l’apertura anticipata dei punti vendita e per avviare specifici progetti in determinati territori;
  • ha compiuto il massimo sforzo all’interno della stessa Confindustria, inviando sollecitazioni e osservazioni, attraverso un confronto costante con l’area legislativa e delle politiche fiscali;
  • ha denunciato attraverso i propri mezzi di comunicazione (comunicati stampa, articoli, social, giornalisti e programmi televisivi) ogni possibile difficoltà relativa alle aziende di distribuzione.
  • ha richiesto, appena iniziato il periodo di serrata obbligatoria dei punti vendita, un confronto con le principali industrie di produzione al fine di ottenere una moratoria creditizia per i mesi di febbraio e marzo e per sottolineare la problematica della merce in scadenza nei magazzini;
  • ha inviato richieste di chiarimenti direttamente all’agenzia delle entrate relativamente al credito di imposta connesso alla sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.
  • sta lavorando per la redazione di un manuale semplificato di protocollo di sicurezza per le aziende di distribuzione.

Tutto ciò non è sicuramente stato sufficiente per la disastrosa situazione in cui l’intero paese si è trovato coinvolto e riteniamo che il Decreto Rilancio possa sanare solo in parte le perdite registrate, quindi più che di rilancio si dovrebbe parlare di sostegno. La crisi che si sta affrontando segnerà il nostro comparto e la nostra economia per molto tempo.

 

Resta infatti critica la questione legata al credito a causa del lockdown e in questo momento tutte le aziende di distribuzione vantano crediti che corrono il rischio di diventare inesigibili. I mancati guadagni del lockdown dei mesi di marzo, aprile e maggio rappresenterebbero per la categoria delle perdite irrecuperabili che metterebbero a rischio centinaia di aziende, che sono per la totalità a conduzione familiare.

Per questo motivo abbiamo chiesto e ancora chiediamo, insistentemente, che venga concesso un credito di imposta sulle perdite sui crediti per recuperare tali somme, che venga portato almeno a 12 anni i tempi di restituzione dei finanziamenti concessi con la garanzia dello Stato. Accogliamo con positività l’aumento del plafond del credito d’imposta, come risulta dal nuovo decreto, per la sanificazione dei luoghi e degli strumenti di lavoro come da protocolli di sicurezza COVID-19, in quanto è a carico dei distributori provvedere alla sanificazione di tutti gli impianti alla spina di prodotti alcolici (birra e vino) e delle bevande, le frigo vetrine e tutte le attrezzature distribuite ai punti vendita in comodato d’uso che devono essere sanificati con prodotti speciali e specifici; resta ancora da sciogliere il nodo del valore della manodopera se fatta con manovalanza interna.

Infine, e lo richiediamo da molto tempo, deve essere rivista totalmente la Tari, soprattutto quella relativa ai magazzini di stoccaggio merce, che non producono rifiuti, ma con i loro metri quadri sono un fardello pesante per il bilancio aziendale.

 

Entro settembre è assolutamente necessario che le istituzioni attuino un decreto ad Hoc per tutto il settore della ristorazione e dell’ospitalità che va incontro a una stagione incerta dove certamente i costi, per il rispetto dei nuovi protocolli di sicurezza, supereranno i ricavi. Considerando l’impatto che ha sull’economia italiana il settore, sarebbe auspicabile la massima attenzione a questo rilancio, basti pensare che altri paesi europei hanno stanziato per il settore della ristorazione e del turismo importanti investimenti. Abbiamo ancora tanto da far valere e dobbiamo far pesare il nostro fondamentale ruolo nello sviluppo del mercato del fuori casa e di tutto il comparto dell’accoglienza.

 

Stiamo lavorando costantemente per tutto ciò, per tutti i distributori, e in questo momento più che mai per la categoria, indistintamente dall’appartenenza alla Federazione. È il momento dell’unità e vogliamo prescindere da schemi che possono limitare il nostro futuro. Questo stiamo facendo, con tutti i consorzi italiani che hanno deciso di contribuire ad un confronto il cui unico obiettivo è la tutela e la salvaguardia della categoria dei distributori Horeca.

 

Insieme ce la faremo.

 

Vincenzo Caso

Presidente Italgrob


22/05/2020

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