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Italgrob prosegue nella sua battaglia contro i ritardi di pagamento
A Bologna la 2° Tavola Rotonda sul problema del credito commerciale

assemblea_copertina.jpgItalgrob, Federazione Italiana Distributori di Bevande, ha organizzato per lunedì 2 maggio 2011 alle ore 15,00 presso la Camera di Commercio di Bologna, la “Seconda Tavola Rotonda sul problema del credito commerciale” nella quale verranno discusse le gravi problematiche relative al credito e ai ritardati pagamenti diventati oramai una insopportabile piaga nel contesto del mercato dell’Horeca.
In virtù della partecipazioni di influenti politici la tavola rotonda vorrà offrire anche possibili soluzioni nello specifico l’adozione da parte degli organi competenti della direttiva europea sul credito.

Ad introdurre il dibattito il dott. Roberto Santarelli, direttore editoriale della rivista GBI. Seguiranno gli interventi del presidente di Italgrob, Giuseppe Cuzziol, e del dott. Gianmarco Esposito che relazionerà circa la situazione pagamenti ed insoluti in Italia. Il Senatore Gian Carlo Sangalli esporrà la situazione nell’ambito europeo e gli impegni politici da adottare in tale prospettiva. Su questo aspetto ci sarà anche il contributo dell’Onorevole Enzo Raisi. La Tavola Rotonda proseguirà con Riccardo Giuliani (Partesa) che analizzerà un Case History riguardante la distribuzione Beverage, mentre Franco Gialdini (Cateringross) approfondirà per il settore Food.

 

 

LA DIRETTIVA EUROPEA SUI RITARDI DI PAGAMENTO

In data 20/10/2010 l`Assemblea di Strasburgo ha approvato con il 95% dei voti favorevoli la Direttiva sui ritardi di pagamento nelle transizioni commerciali. Per le imprese europee si tratta di un provvedimento che garantirà ampio respiro alle manovre finanziarie, tutelando maggiormente i creditori e adottando misure adeguate di gestione del credito già in fase di vendita.

 

TUTTI I NUMERI DEI RITARDI: TRA LA CRISI INTERNAZIONALE E IL FALLIMENTO DELLE PMI

Per stimare la gravità del problema in essere, le statistiche dell’EuropeanPayment Index 2010 riportano un’esposizione da parte delle aziende europee pari a circa 300 miliardi di euro; problematica che ha colpito gravemente il 90% delle aziende europee, con la conseguente chiusura di molte realtà imprenditoriali. Secondo i dati UE i ritardi di pagamento consistono in “una delle piaghe dell`economia europea, all`origine di un fallimento su quattro e, secondo le stime, della perdita di 450.000 posti di lavoro all`anno”. Le piccole imprese sono le più vulnerabili, poiché solo la puntualità dei pagamenti può permettere loro di mantenere sufficienti disponibilità di cassa, specie ora che le banche sono restie a concedere crediti. Per quanto riguarda il nostro paese, i ritardi nei pagamenti, in particolare nei contratti conclusi tra la pubblica amministrazione e le imprese, hanno assunto dimensioni particolarmente preoccupanti: secondo il centro studi di Confindustria, i crediti delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione ammontavano, alla fine del 2009, a circa 60 miliardi di euro.  Inoltre, a fronte di una media europea di pagamento di 63 giorni, nel nostro paese la media é di 186 giorni, con punte di 800 giorni, a livello regionale, nel settore della sanità.Per quanto concerne i pubblici esercizi dedicati alla ristorazione e/o ai consumi fuori casa, un’indagine effettuata nel 2010 dalla Cribis D&B (società del gruppo europeo Crif specializzata nella business information), rivela che appena il 42%  delle aziende operanti nel mercato saldano le fatture alla scadenza; basti notare che solo il 20% dei bar e il 28% dei ristoranti italiani rispetta le scadenze di pagamento previste nell’atto di vendita.

Citando un recente articolo de “il Sole24Ore”, il quadro che emerge è “…un quadro preoccupante in quanto le cattive performance nei pagamenti bollano tutto il comparto come “rischioso”, spingendo i fornitori, specie le grandi aziende, a mettere a punto politiche di prezzi e di riscossione del credito aggressive e sempre più difficili per i gestori, posizionando il distributore al centro di un processo ad altissimo pericolo”.

 

LE DISPOSIZIONI DELLA DIRETTIVA

In sintesi, in base alle nuove disposizioni della direttiva (che dovrà essere recepita negli ordinamenti nazionali entro 24 mesi dalla sua adozione):

  • gli enti pubblici devono pagare entro 30 giorni (o - solo in circostanze del tutto eccezionali - entro 60 giorni) i beni ed i servizi che hanno acquistato dalle imprese.
  • le imprese devono regolare le fatture entro 60 giorni, a meno che non abbiano espressamente concordato altrimenti e ciò non costituisca una condizione manifestamente iniqua.  
  • le imprese hanno il diritto di  esigere il pagamento degli interessi di mora  e di ottenere altresì un importo fisso minimo di €40 a titolo d’indennizzo dei costi di recupero del credito. Esse potranno comunque esigere anche il rimborso di tutti i costi ragionevoli incorsi a tal fine.
  • il tasso di legge applicabile agli interessi di mora viene aumentato e portato ad  almeno 8 punti percentuali  al disopra di quello di riferimento della Banca centrale europea. Non è consentito agli enti pubblici fissare tassi inferiori per gli interessi di mora.
  • per le imprese diventa più facile contestare in tribunale termini e pratiche manifestamente inique.
  • viene garantita una maggiore trasparenza: gli Stati membri  saranno infatti tenuti a pubblicare i tassi applicabili
  • gli interessi di mora, rendendoli così più accessibili per le imprese.
  • gli Stati membri hanno la facoltà di mantenere o adottare leggi e regolamenti contenenti disposizioni più favorevoli ai creditori rispetto a quelle stabilite dalla direttiva.

29/04/2011

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